Red Sprite

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Autore: Salvatore Parisi

Materia e Tecnica: olio su tela;  tecnica mista pennello / tampone

Dimensioni: 60X60

Commento a cura di: Giovanni Di Rubba

 

L’opera del maestro Salvatore Parisi “Red Sprite”, ovverossia spiritello rosso, prende spunto da un fenomeno atmosferico elettrico che avviene negli alti strati della atmosfera, anche fino a 80 km di quota, più precisamente al di sopra di fenomeni temporaleschi, ed è  associato alla ionizzazione dell’aria. Raramente è osservabile a occhio nudo, dura in genere non più di dieci millesimi di secondo.  In buona sostanza i fulmini scaricano a terra l’elettricità statica partendo da una massa di materia satura mentre gli spettri rossi la scaricano da una massa posta sopra a quella stessa che ha originato il fulmine e verso essa. Tale fenomeno si pone in essere quando la scarica di un fulmine ha una elevata intensità di corrente, al punto che a terra sprigiona una massa di materia rendendola  “recettiva” e provocando un afflusso di elettricità verso essa dalla massa sovrastante, in forma appunto di “spettro rosso”.  A causa della diversa densità, composizione o temperatura il loro fenomeno è ben diverso da quello dei fulmini pur se similare il fenomeno, ovverossia la scarica elettrica.

La loro colorazione, tipicamente rosso-blu, è dovuta alla forte presenza nell’atmosfera terrestre di azoto  avvicinandosi al terreno, la pressione atmosferica aumenta a causa della gravità e con essa la concentrazione del gas nell’aria provocando una graduale variazione di colore degli sprite, che dal rosso passano al viola e poi al blu in prossimità della troposfera.

Nell’opera del maestro Parisi è rappresentato magnipotente un abbagliante sole, una luce immensa che sovrasta e domina il dipinto, in cui si distingue una sfera, il sole accecante contornato da piccoli raggi di colore ancora più intenso ed avvolto in una ulteriore sfera gialleggiante e psichedelica, a tratti ipnotica. Si tratta dell’abbaglio provocato da due sfere simbolo, come costante nell’Oltrismo, della conoscenza. Una prima forma abbagliantissima e che risalta agli occhi, quella solare, è l’empireo gnostico, l’involucro conoscitivo sommo, che l’occhio umano impreparato rischia di non sopportare. È un abbaglio possente, simbolo di intensa forza conoscitiva. E risalta, come dicevo, subito al fruitore che, quasi investito da una forma conoscitiva all’apparenza irraggiungibile, sposta lo sguardo d’intorno, ove il giallo e la luce si fa più fioca, ove quasi si inizia a capire l’essenza stessa del sapere, la via maestra della armonia che non è tuffo immediato ma va appresa a gradi.

Nella parte sottostante il dipinto, infine, l’occhio si sposta, e qui emerge il descritto fenomeno sprite, che l’autore immagina come varco verso l’essenza conoscitiva, come la mescolanza armonica cromatica che va dal rosso al blu lasciando nell’intermezzo il viola, come se passione rubinea, conoscenza blu d’abisso, si fondessero in una frazione mediana e mai conclusiva, ma sintesi delle due, che nascono e si rigenerano in un processo dinamico di tensione armonica. Il maestro Parisi ha curato il dettaglio accompagnando per mano il fruitore nel percorso del dipinto, ponendolo subito innanzi all’abbaglio della sapienza, per poi condurlo nel più tenue sentiero, ed infine al varco, allo sprite, al follettino, allo spiritello, che è il mezzo d’accesso. La prima evoluzione dialettica umana di tesi, antitesi e sintesi che ci consentono di aprirci verso mondi conoscitivi e potenzialità  immani dell’umana specie e della natura tutta.  Processo che per noi è un accesso dialogico ma che è anche un dono, perché ricettivo di una intensità lucente fortissima ed attenuato come lo sprite per consentirci il varco.

Guardando l’opera percorriamo una Commedia dantesca all’inverso, ma col medesimo monito e con un avvertimento ulteriore, per ammirare l’immenso, l’assoluto, il bagliore eterno della luce solare invincibile, occorre percorrere la strada a gradi. Il fruitore lo scopre, assaporando sulla sua pelle, tramite l’osservazione del dipinto percepisce  cosa avviene a chi salta gradini e vuol comprendere senza predisporre il proprio animo alla comprensione. Una connotazione, questa, non solo da guida ma soprattutto pedagogica.

 

dottor Giovanni Di Rubba

 

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